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UNA RICETTA IN VERSI: IL RISOTTO ROMAGNOLESCO

UNA RICETTA IN VERSI: IL RISOTTO ROMAGNOLESCO

Via della Repubblica 8, San Mauro Pascoli

Degustazione

Evento gratuito

Prenotazione obbligatoria: no

Accessibile alle persone con disabilità: no

Descrizione

Tra le pagine meno conosciute di Giovanni Pascoli si nasconde una ricetta. Non scritta in un quaderno di cucina, ma in versi.

Il risotto romagnolesco è un omaggio affettuoso alla sua terra e alla cucina di casa, preparata da Mariù con gesti pazienti e ingredienti semplici: cipolla, burro dorato come lo zafferano, fegatini, pomodoro e riso lasciato “covare chiotto chiotto” fino a prendere un caldo colore d’oro.

In questa poesia il profumo del camino, il suono del mezzogiorno e il ristoro dopo lo studio si intrecciano in un racconto domestico che restituisce il volto più intimo del poeta. Il cibo diventa memoria, identità, conforto.

Un piatto che è insieme ricetta e dichiarazione d’amore alla Romagna.

Questo è del mio paese, è più sicuro, perché, presente. Ella ha tritato un poco di cipolline, in un tegame puro. V’ha messo il burro del color di croco O zafferano (è di Milano!), a lungo Quindi ha lasciato il suo cibreo sul fuoco. Tu mi dirai: “Burro e cipolla?” Aggiungo Che v’era ancora qualche fegatino Di pollo, qualche buzzo, qualche fungo. Che buon odor veniva dal camino! Io già sentiva un poco di ristoro, dopo il mio greco, dopo il mio latino! Poi v’ha spremuto qualche pomodoro; ha lasciato covare chiotto chiotto, infin ch’ha preso un chiaro color d’oro. Soltanto allora ella v’ha dentro cotto Il riso crudo, come dici tu. Già suona mezzogiorno…Ecco il risotto Romagnolesco, che mi fa Mariù.

**Informazioni: **

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